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Personale ATA: UIL Scuola chiede chiarimenti su incarichi e posizioni

La UIL Scuola chiede al Ministero chiarimenti urgenti sui rapporti tra le nuove posizioni economiche ATA e gli incarichi specifici già svolti.

Personale ATA: UIL Scuola chiede chiarimenti su incarichi e posizioni

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L'estate porta con sé non solo la pausa delle lezioni, ma anche nodi burocratici che rischiano di complicare la ripresa autunnale per migliaia di lavoratori della scuola. Con una nota formale indirizzata ai vertici ministeriali, la UIL Scuola ha acceso i riflettori su un cortocircuito normativo che sta agitando il personale ATA in tutta Italia: il perimetro di applicazione delle nuove posizioni economiche con decorrenza retroattiva al 1° settembre 2024.

Il nocciolo della questione risiede nelle interpretazioni a macchia di leopardo adottate dalle segreterie scolastiche e dalle singole istituzioni sul territorio. Da una parte si registrano blocchi amministrativi dei pagamenti relativi agli incarichi specifici già assegnati e regolarmente portati a termine, con somme accantonate in attesa di istruzioni. Dall'altra, in alcuni uffici si valuta addirittura il recupero forzato dei compensi già erogati nel corso degli anni passati per mansioni extra svolte dal personale amministrativo e tecnico.

Il quadro normativo di riferimento, originato dal CCNL del comparto Istruzione e Ricerca, prevedeva l'attivazione di nuove procedure selettive e l'attribuzione di specifici benefit economici volti a valorizzare l'professionalità di assistenti e collaboratori scolastici. Tuttavia, la complessa stratificazione delle disposizioni applicative e la mancanza di chiarimenti univoci da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito hanno creato un vero e proprio vuoto operativo. Molti direttori dei servizi generali ed amministrativi (DSGA), timorosi di incoraggiare irregolarità contabili o di subire rilievi da parte dei revisori dei conti, hanno preferito congelare i fondi destinati agli emolumenti accessori.

Secondo le prime stime elaborate dalle federazioni sindacali, la problematica coinvolge decine di migliaia di lavoratori distribuiti su tutto il territorio nazionale, con punte critiche nelle regioni del Centro-Nord dove la gestione delle graduatorie e dei carichi di lavoro presenta storicamente maggiori criticità burocratiche. Questo blocco dei pagamenti non rappresenta soltanto un danno economico immediato per famiglie che fanno affidamento su queste risorse accessorie, ma costituisce anche un grave disincentivo all'assunzione di responsabilità aggiuntive, fondamentali per il corretto funzionamento degli istituti scolastici, soprattutto durante i periodi di intensa attività amministrativa come le iscrizioni e la gestione degli avvisi PNRR.

La situazione sta generando un clima di forte incertezza tra i dipendenti, spingendo il sindacato a formalizzare una richiesta d'intervento dopo la prima avvisaglia lanciata durante il tavolo di confronto dello scorso 6 agosto.

L'attribuzione della posizione economica retroattiva non può determinare né la perdita dei compensi per gli incarichi già svolti, né il recupero delle somme già corrisposte.
Questo è il punto fermo ribadito dal segretario nazionale Paolo Pizzo di fronte al moltiplicarsi delle segnalazioni arrivate dalle province.

Parallelamente a questa vertenza sulle posizioni economiche, si ripropone con forza la necessità, per il personale ATA, di mantenere costantemente aggiornato il proprio profilo professionale attraverso percorsi di qualificazione riconosciuti. L'acquisizione di nuove competenze non è solo una risposta alle sfide della digitalizzazione amministrativa imposta dalla transizione digitale della pubblica amministrazione, ma rappresenta anche un canale strategico per migliorare la propria posizione all'interno delle graduatorie di merito e di istituto, dove ogni titolo valutabile fa la differenza nella pianificazione della carriera a lungo termine.

Ma cosa rischiano concretamente i lavoratori se l'Amministrazione centrale non interviene con una circolare esplicativa tempestiva? Il pericolo reale è l'apertura di un contenzioso seriale davanti ai giudici del lavoro, un'eventualità che la stessa sigla sindacale intende scongiurare per tutelare i diritti acquisiti del personale e garantire parità di trattamento tra le scuole. Le sezioni territoriali del lavoro rischiano infatti di essere sommerse da ricorsi individuali e collettivi, con conseguente aggravio di spese legali sia per i dipendenti che per lo Stato. Un chiarimento urgente da parte di Viale Trastevere non è più procrastinabile: servono disposizioni lineari che confermino la piena cumulabilità dei compensi e blindino i diritti di chi, con dedizione, garantisce ogni giorno l'efficienza della macchina scolastica italiana.

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