Chi lavora nelle segreterie scolastiche sa quanto conti ogni singolo avanzamento di carriera, soprattutto quando si parla di posizioni economiche e dei relativi scatti stipendiali previsti per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. La gestione del personale ATA richiede una precisione meticolosa, in particolare quando si incrociano le procedure selettive nazionali con le dinamiche imprevedibili del turnover e dei pensionamenti, fenomeni che interessano decine di migliaia di lavoratori ogni anno in Italia.
Le procedure legate alle posizioni economiche non rappresentano soltanto un riconoscimento formale delle competenze acquisite sul campo, ma costituiscono una leva fondamentale per la valorizzazione economica di un profilo professionale spesso gravato da responsabilità crescenti. Negli anni recenti, il rinnovo contrattuale del comparto Istruzione e Ricerca ha impresso una forte accelerazione a questi processi, rendendo indispensabile per i direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) e per gli assistenti amministrativi padroneggiare la normativa di riferimento per evitare contenziosi o errori di calcolo nei cedolini stipendiali.
Può accadere che un dipendente, fresco di attribuzione della nuova posizione economica grazie alla procedura selettiva, decida di lasciare il servizio a partire dal 1° settembre 2025, magari per raggiunti limiti d'età o per un accesso anticipato alla pensione. In una situazione del genere, la normativa stabilisce che il beneficio economico per l'anno scolastico 2024/2025 resta comunque acquisito, purché siano stati completati i corsi di formazione e la prova finale previsti dal bando.
L'articolo 14 del decreto ministeriale 140/2024 tutela chi ha completato il percorso selettivo, svincolando il beneficio dall'effettivo servizio al momento dell'erogazione, purché l'iter formativo risulti regolarmente concluso e certificato prima della cessazione del rapporto di lavoro.
Questa garanzia normativa risponde a un principio di equità fondamentale: il dipendente che ha investito tempo ed energie nella formazione obbligatoria e ha superato le selezioni non perde il diritto al riconoscimento economico retroattivo maturato, anche se il provvedimento formale di liquidazione avviene in prossimità o subito dopo la cessazione dal servizio. Per le segreterie scolastiche, ciò significa che il trattamento di fine rapporto (TFR o TFS) e la ricostruzione della posizione contributiva terranno conto di questa progressione, purché gli atti amministrativi siano stati tempestivamente caricati sulla piattaforma del SIDI.
Come funzionano gli scorrimenti e le surroghe
Cosa succede invece alle posizioni lasciate libere da chi cessa dal servizio senza aver potuto godere a lungo del beneficio, o da chi vi rinuncia? L'articolo 14, comma 9, del DM 140/2024 prevede che i posti disponibili vengano riassegnati tempestivamente tramite lo scorrimento delle graduatorie provinciali di merito, permettendo ai candidati collocati subito dopo in classifica di subentrare nel diritto alla posizione economica.
Questo meccanismo di surroga per evitare che risorse finanziarie già stanziate vadano perdute o che si creino sperequazioni territoriali all'interno degli ambiti provinciali. Tuttavia, la gestione operativa di questi scorrimenti richiede un coordinamento serrato tra gli uffici territoriali del Ministero dell'Istruzione e del Merito (gli ex USP) e le singole istituzioni scolastiche di titolarità dei dipendenti interessati.
Attenzione però alla tempistica economica, un dettaglio che spesso genera confusione negli uffici di segreteria e rischia di alimentare aspettative errate tra il personale. Sulla base del parere ARAN del 19 giugno 2026, gli scorrimenti non godono della stessa retroattività garantita alle assegnazioni iniziali, le quali partono originariamente dal 1° settembre 2024. Chi subentra in un secondo momento in seguito a una surroga vedrà la decorrenza economica spostata al 1° settembre dell'anno scolastico in cui la riassegnazione viene formalizzata e resa esecutiva, evitando così storture contabili e complesse compensazioni retroattive legate a cessazioni avvenute a distanza di tempo.
Dal punto di vista pratico, il personale ATA che ambisce a una posizione economica deve considerare non solo l'esito della graduatoria iniziale, ma anche il monitoraggio costante delle rinunce e dei pensionamenti nella propria provincia. Le segreterie scolastiche, dal canto loro, sono chiamate a verificare con attenzione la correttezza dei decreti di concessione, accertandosi che ogni fase — dalla convocazione alla frequenza dei moduli formativi, fino al superamento del test finale — sia tracciata senza lacune documentali.
Per approfondire: CEMFORM propone Coordinatore Amministrativo — il percorso formativo avanzato per il personale ATA che punta ai massimi riconoscimenti professionali e di punteggio.


