Formazione & Certificazioni

Precari scuola: il doppio canale GPS torna al centro del dibattito

Il sindacato ANIEF spinge per il doppio canale nelle GPS: stabilizzare i precari della scuola è la sfida per il prossimo anno scolastico.

Precari scuola: il doppio canale GPS torna al centro del dibattito

Photo by Aniekan umoren on Pexels

La cornice di Terrasini, in provincia di Palermo, ha ospitato la scuola estiva di ANIEF, trasformandosi in un laboratorio di idee per il futuro del reclutamento scolastico. Tra i corridoi e le aule del convegno, il tema dei precari scuola è tornato prepotentemente al centro del dibattito, con una proposta che mira a scardinare l'attuale sistema di assunzioni: il ritorno al doppio canale.

La richiesta avanzata dal sindacato è chiara e punta a una ripartizione equa dei ruoli: 50% dei posti destinati ai concorsi pubblici e 50% riservati alle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS). L'obiettivo dichiarato è quello di stabilizzare docenti che, in molti casi, accumulano fino a 10 anni di servizio precario, una condizione che logora la continuità didattica e la serenità professionale di migliaia di lavoratori.

Ma questa proposta è davvero percorribile nel panorama normativo attuale? Il nodo centrale resta la necessità di bilanciare il merito, garantito dai concorsi, con l'esperienza maturata sul campo da chi ogni giorno entra in classe per coprire le cattedre vacanti. Cosa succederebbe se il Ministero dell'Istruzione decidesse finalmente di dare ascolto a questa istanza di stabilizzazione?

Il doppio canale non è solo una rivendicazione sindacale, ma una necessità strutturale per garantire stabilità al sistema scolastico e valorizzare l'esperienza pluriennale dei docenti precari.

Chi vive quotidianamente il mondo della scuola sa bene che il punteggio nelle graduatorie è l'unica moneta di scambio per scalare posizioni e avvicinarsi al ruolo. In questo contesto, ogni certificazione aggiuntiva diventa un tassello fondamentale. Non si tratta solo di burocrazia, ma di una strategia precisa per migliorare il proprio posizionamento nelle graduatorie GPS, dove anche mezzo punto può fare la differenza tra una supplenza annuale e un incarico breve.

La discussione sollevata a Palermo non riguarda solo i docenti, ma l'intero ecosistema scolastico. La stabilizzazione, se attuata, richiederebbe un cambio di passo anche nella formazione continua, spingendo il personale a investire in competenze digitali e linguistiche sempre più richieste dai bandi ministeriali. La partita si gioca sui tavoli romani, ma le ricadute si sentiranno presto nelle segreterie e nelle aule di tutta Italia.

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