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Ritorna il doppio canale per il reclutamento docenti

Ore decisive in Senato per il ritorno del doppio canale di reclutamento: la proposta di legge S.545 punta a frenare l'aumento dei precari nella scuola.

Ritorna il doppio canale per il reclutamento docenti

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Le supplenze annuali nella scuola italiana continuano a crescere, sfiorando oggi quota 240 mila unità, un dato che fotografa una situazione di emergenza cronica. Di queste, la metà si concentra sui posti di sostegno in deroga, spesso attivati grazie ai ricorsi presentati dai sindacati nelle aule giudiziarie.

Dietro queste cifre si cela una criticità strutturale che incide direttamente sulla qualità della didattica e sulla continuità educativa degli studenti. L'Unione Europea, attraverso le reiterate procedure d'infrazione, ha più volte ammonito l'Italia per l'abuso prolungato dei contratti a tempo determinato su posti vacanti e disponibili, una prassi che contrasta apertamente con la clausola 5 dell'accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE.

In questo scenario complesso, la VII Commissione del Senato per la cultura e l'istruzione pubblica riprende l'esame della proposta di legge S.545. Il testo contiene nuove disposizioni in materia di formazione e reclutamento degli insegnanti e punta a reintrodurre il meccanismo del doppio canale, vent'anni dopo la chiusura delle graduatorie ad esaurimento stabilita dalla Legge 296/2006.

La proposta S.545 e la svolta per il personale

Il cuore della riforma in discussione prevede l'assegnazione dei posti vacanti suddividendo le nomine al cinquanta percento. Da un lato le graduatorie dei concorsi e gli elenchi regionali aggiuntivi, dall'altro le Graduatorie ad esaurimento e, dove esaurite, le GPS. Marcello Pacifico, presidente nazionale di ANIEF, ricorda che il sindacato ha sostenuto questo sistema fin dalla sua fondazione, considerandolo l'unico argine efficace contro l'abuso dei contratti a termine.

Il doppio canale rappresenta una misura idonea a prevenire l'abuso dei contratti a termine, un principio ribadito più volte dalla giurisprudenza europea.

L'efficacia di questo sistema risiederebbe nella capacità di snellire le procedure di immissione in ruolo, riducendo drasticamente i tempi e i costi legati all'espletamento di concorsi straordinari e ordinari che, Negli anni recenti, hanno mostrato forti limiti organizzativi. Spesso, infatti, le procedure concorsuali si sono arenate a causa dell'altissima mortalità negli scritti o dei ricorsi sui quesiti, lasciando scoperte migliaia cattedre che si è poi stati costretti ad assegnare tramite le Graduatorie Provinciali per le Supplenze.

Le tappe che hanno portato a questa discussione parlamentare affondano le radici in un lungo contenzioso legale. Dalla Legge 107 del 2015, nota come la Buona Scuola, il numero dei contratti a tempo determinato è praticamente raddoppiato, passando da poco più di 100 mila unità a quelle odierne. Nel frattempo, i vari interventi della Corte costituzionale e della Corte di Giustizia europea hanno ripetutamente richiamato l'Italia sul mancato rispetto delle direttive comunitarie in materia di stabilizzazione del personale scolastico, compreso quello ATA, che sconta storicamente ritardi analoghi nei processi di reclutamento.

Dal punto di vista pratico, l'eventuale approvazione della legge S.545 comporterebbe una revisione radicale delle modalità di aggiornamento delle graduatorie e delle aspettative professionali di centinaia di migliaia di docenti precari. Chi possiede un'ampia anzianità di servizio maturata nelle GPS vedrebbe riconosciuto il proprio percorso attraverso lo scorrimento dedicato, affiancato a chi supera le selezioni concorsuali tradizionali.

Durante la discussione in sede emendativa si affronterà anche il tema del reclutamento del personale educativo e amministrativo, per il quale si richiede la copertura del cento percento dei posti vacanti. Parliamo di un aspetto cruciale: le segreterie scolastiche e i collaboratori scolastici vivono una carenza d'organico altrettanto grave, che compromette il funzionamento amministrativo degli istituti e la gestione della sicurezza quotidiana. Per questi profili, la stabilizzazione immediata rappresenta l'unica via per garantire standard minimi di efficienza operativa.

Restano tuttavia nodi politici ed economici da sciogliere, legati soprattutto ai vincoli di bilancio e alla copertura finanziaria che il Ministero dell'Economia e delle Finanze dovrà certificare. Resta ora da capire se il Parlamento riuscirà ad approvare la misura prima della conclusione del percorso legislativo, offrendo finalmente una risposta concreta ai docenti e al personale ATA che ogni anno affrontano l'incertezza delle supplenze e la frammentazione del proprio percorso lavorativo.

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