La continuità didattica per gli alunni con disabilità torna al centro dell'agenda ministeriale con scadenze ben precise e passaggi procedurali che richiedono massima attenzione da parte del personale precario. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha blindato il percorso per il biennio 2026/2027 e 2027/2028, recependo le disposizioni del Decreto Scuola e definendo una tabella di marcia rigida per la conferma dei supplenti su richiesta delle famiglie.
Il meccanismo si attiva molto prima rispetto alle tradizionali fasi di attribuzione degli incarichi estivi. Già entro il 31 maggio la famiglia dello studente presenta formale istanza al Dirigente Scolastico per mantenere lo stesso docente di sostegno dell’anno precedente. Successivamente, entro il 15 giugno, il preside valuta la richiesta sentendo il Gruppo di Lavoro Operativo, mentre il professore interessato esprime il proprio consenso formale alla prosecuzione del rapporto lavorativo.
L'introduzione di questa procedura risponde a una storica istanza delle associazioni di categoria e delle famiglie, volte a tutelare il fragile equilibrio psico-pedagogico degli studenti con disabilità. I dati degli ultimi anni scolastici evidenziano infatti come l'av avvicendamento sistematico dei docenti di sostegno — spesso superiore al 60% su scala nazionale all'inizio di ogni anno — rappresenti il principale ostacolo all'effettiva inclusione scolastica e all'efficacia dei Piani Educativi Individualizzati (PEI).
Ma cosa succede se il docente ha cambiato provincia nelle graduatorie provinciali di supplenza in vista del nuovo biennio?
La normativa prevede espressamente la possibilità di riconferma anche per i docenti che hanno trasferito la propria posizione in un'altra provincia, purché vengano rispettati tutti i parametri di nominabilità e le tempistiche procedurali stabilite dagli uffici territoriali.
Dal punto di vista operativo, la deroga al normale scorrimento delle graduatorie richiede un coordinamento millimetrico tra le segreterie scolastiche e i sistemi informatici regionali. La macchina burocratica impone al dirigente di completare le operazioni sul portale SIDI entro il 26 giugno. Oltre questa soglia temporale, ogni margine di manovra diretto della scuola decade, spostando la competenza esclusiva in capo agli USP. Il docente, dal canto suo, non può limitarsi al patto con la famiglia ma deve necessariamente inoltrare la consueta domanda telematica per l'attribuzione delle 150 preferenze, indicando con precisione la tipologia di contratto desiderata, che si tratti di un posto intero al 31 agosto, al 30 giugno o di uno spezzone orario.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i requisiti d'accesso per il personale supplente. La misura della riconferma si fonda infatti sul possesso del titolo di specializzazione sul sostegno, escludendo di fatto i docenti non specializzati che pur hanno prestato servizio negli anni precedenti su posti di sostegno di fatto. Questo indirizzo normativo accentua ulteriormente l'importanza strategica di conseguire il titolo di abilitazione specifica, non solo per blindare la propria posizione nelle graduatorie di prima fascia, ma ora anche per accedere direttamente alle tutele sulla continuità didattica richieste dalle famiglie.
Le complessità operative emerse negli anni passati, evidenziate dai chiarimenti diramati da diverse sedi periferiche come Campobasso, Latina, Frosinone e Roma, dimostrano che la conferma non equivale a una riserva intoccabile del posto. Il sistema informatico esamina preventivamente la nominabilità dell'aspirante attraverso il cosiddetto "turno zero", verificando la capienza dei posti disponibili e la coerenza con il punteggio vantato in GaE o GPS. Chi ottiene la riconferma viene automaticamente estromesso dal normale algoritmo delle supplenze, blindando la propria cattedra ma rinunciando a ulteriori opzioni.
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