Le trattative per il rinnovo contratto scuola 2025-27 sono ufficialmente iniziate all'Aran, ma il clima attorno al tavolo negoziale si è subito surriscaldato. Sul piatto ci sono tre nuovi articoli specifici dedicati all'impatto dell'intelligenza artificiale sulle attività del personale e l'introduzione di tutele legate ai cambiamenti climatici, temi che hanno provocato la reazione immediata dei sindacati.
La FLC CGIL ha scelto di non firmare il testo nella sua stesura iniziale, chiedendo modifiche sostanziali prima di procedere. Al centro della contestazione ci sono le modalità con cui l'amministrazione intende gestire la transizione tecnologica negli uffici di segreteria e tra i banchi, oltre a una governance dell'innovazione che secondo il sindacato rischia di escludere il confronto preventivo con i lavoratori.
I nodi del contendere tra Aran e sigle sindacali
Il testo presentato dall'Aran prova a tracciare una rotta per i prossimi anni, introducendo il potenziamento dell'Organismo Paritetico per l'Innovazione e un rafforzamento dell'Osservatorio sugli atti unilaterali. Ma per la segreteria nazionale della FLC CGIL questi strumenti appaiono ancora troppo deboli per arginare il rischio di decisioni calate dall'alto, specialmente quando si parla di automazione dei processi amministrativi e didattici.
Il contratto deve governare i processi di cambiamento, non subirli calandoli sulla testa di docenti e ATA senza garanzie reali.
Mentre le altre sigle sindacali valutano il documento con maggiore apertura, il fronte dei lavoratori resta scettico. La questione non riguarda soltanto l'introduzione di nuovi software o piattaforme digitali, ma il tempo e la formazione necessari per assimilarli senza subire carichi di lavoro insostenibili, un aspetto che chiama in causa direttamente la preparazione tecnica del personale.
Gli incontri all'Aran riprenderanno nelle prossime settimane per tentare di trovare una mediazione sui testi contestati. La partita resta aperta, con i sindacati decisi a pretendere clausole di salvaguardia più rigide prima di arrivare alla firma definitiva del nuovo CCNL.
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