Le trattative per il rinnovo contratto scuola rischiano seriamente di arenarsi sui tavoli dell'Aran. Dopo la firma definitiva sulla parte economica avvenuta lo scorso primo luglio, il confronto si è spostato sulla complessa parte normativa. Il primo vertice ufficiale tra l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni e le sigle sindacali si è tenuto il 12 maggio, ma la situazione non si è sbloccata.
Ieri pomeriggio, esattamente alle ore 15:00, un nuovo incontro è andato in scena a Roma. Il risultato? Una vera e propria fumata nera che ha fatto infuriare Marcello Pacifico e i vertici sindacali. L'Anief ha lanciato un aut aut chiarissimo: se l'amministrazione continuerà a mantenere questo muro di gomma, il sindacato è pronto a non firmare l'accordo complessivo.
Il nodo gordiano della discussione riguarda principalmente i buoni pasto e l'equiparazione dei trattamenti economici accessori per il personale scolastico. Ma chi pagherà il prezzo di questo braccio di ferro tra sindacati e governo? La risposta chiama in causa direttamente i lavoratori della scuola, che attendono risposte concrete da mesi.
Il silenzio-rigetto dell'Aran su questioni economiche basilari come i buoni pasto rende impossibile qualsiasi ipotesi di firma serena sul nuovo CCNL.
Il calendario delle trattative prevede ora una pausa forzata, con il prossimo appuntamento fissato direttamente a inizio autunno. Nel frattempo, la tensione sale nei corridoi degli uffici di segreteria e tra i banchi, dove la gestione quotidiana degli istituti poggia su un personale sempre più demotivato dai ritardi contrattuali. L'attesa per una svolta si sposta così sui prossimi tavoli tecnici.
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