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Sicurezza a scuola: i rischi degli esperimenti didattici fai-da-te

Un esperimento finito male riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle attività didattiche.

Sicurezza a scuola: i rischi degli esperimenti didattici fai-da-te

Zucchero, bicarbonato di sodio, alcol etilico e un accendino: sono questi gli ingredienti del cosiddetto "Serpente di fuoco", un esperimento di chimica diventato virale sui social media. Quella che sul web appare come un'attività ludica e innocua, all'interno di una scuola dell'infanzia si è trasformata in un dramma, causando ustioni a diversi alunni e portando all'apertura di un fascicolo d'indagine a carico di una maestra. L'episodio solleva interrogativi urgenti sulla gestione del rischio durante le attività laboratoriali condotte in classe.

La vicenda, che ha visto l'intervento immediato dei soccorsi e il coinvolgimento delle autorità competenti, evidenzia come la ricerca di metodi didattici innovativi o d'effetto possa talvolta far passare in secondo piano i protocolli di sicurezza basilari. L'utilizzo di sostanze infiammabili in ambienti non idonei e in presenza di bambini piccoli espone il personale docente a responsabilità civili e penali gravissime, oltre a mettere a repentaglio l'incolumità fisica degli studenti.

La responsabilità del docente nella gestione del rischio

Ogni attività didattica che preveda l'uso di reagenti o strumenti potenzialmente pericolosi deve essere rigorosamente vagliata dal Collegio dei Docenti e dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). La normativa vigente impone che l'insegnante, nella sua veste di garante della sicurezza, valuti preventivamente non solo la valenza pedagogica dell'esperimento, ma soprattutto la sua fattibilità in totale assenza di rischi per gli alunni.

La sicurezza scolastica non è un limite alla creatività didattica, ma il prerequisito fondamentale affinché ogni attività formativa possa svolgersi in un ambiente protetto e sereno.

Il caso in questione ricorda che la "didattica fai-da-te", spesso ispirata a contenuti reperiti online senza una verifica scientifica o istituzionale, espone il docente a rischi legali significativi. Le indagini in corso dovranno chiarire se siano stati rispettati i protocolli di sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, che trova applicazione anche negli istituti scolastici. La formazione continua su tali tematiche rimane l'unico strumento efficace per prevenire incidenti che possono segnare indelebilmente la carriera di un professionista e la salute dei minori.

Per approfondire: CEMFORM propone il corso eCampus Perfezionamento Bullismo (60 CFU), che include moduli sulla gestione della sicurezza e del benessere in classe, essenziali per prevenire situazioni di rischio e migliorare la gestione del gruppo classe.

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