Formazione & Certificazioni

Sostegno in Puglia: un docente su due è precario e in deroga

In Puglia la metà dei posti di sostegno è in deroga e un docente su due è precario. Un'emergenza cronica per le scuole.

Sostegno in Puglia: un docente su due è precario e in deroga

Il campanello d'allarme suona con insistenza nelle aule pugliesi, dove la gestione degli alunni con disabilità si scontra quotidianamente con una precarietà strutturale che non accenna a diminuire. I dati diffusi dal TgR locale restituiscono una fotografia impietosa del sistema scolastico regionale: a fronte di una dotazione organica stabile che conta circa 10.500 cattedre di ruolo, i posti attivati in deroga superano quota 11.300. Questo significa concretamente che oltre la metà degli insegnanti di sostegno in servizio nelle scuole della regione si trova in una condizione di assoluta provvisorietà, con contratti a termine che si rinnovano anno dopo anno senza alcuna prospettiva di stabilizzazione a breve.

Un quadro così sbilanciato affonda le sue radici nella discrepanza tra l'organico di diritto — calcolato su parametri ministeriali rigidi che non recepiscono tempestivamente l'incremento delle diagnosi — e l'organico di fatto, che anno dopo anno deve rincorrere le reali necessità certificate dalle commissioni mediche. Negli ultimi cinque anni, la percentuale di studenti con disabilità in Puglia ha registrato una crescita costante, stimata attorno al 5% annuo. Di fronte a questo trend, il ricorso massiccio alle deroghe, previste originariamente dall'articolo 3, comma 3, della Legge 104/92 per situazioni di particolare gravità, è diventato di fatto la stampella ordinaria su cui reggersi, snaturandone la funzione originaria di misura eccezionale e straordinaria.

La situazione critica viene fotografata chiaramente dai rappresentanti sindacali locali, tra cui Gianni Verga, segretario Uil Scuola Puglia, che sottolinea come proprio in questo delicato settore la continuità didattica rimanga un miraggio per centinaia di famiglie. Ma cosa comporta realmente questa valanga di nomine tardive per gli studenti più fragili? Significa che il percorso di inclusione viene inevitabilmente spezzato, costringendo i ragazzi a cambiare insegnante a ogni avvio di anno scolastico e compromettendo i progressi terapeutici ed educativi faticosamente costruiti nei mesi precedenti.

Le conseguenze di questo modello emergenziale si ripercuotono pesantemente anche sull'organizzazione interna degli istituti scolastici. Dirigenti scolastici e segreterie didattiche si trovano costantemente a gestire un vero e proprio valzer di nomine che spesso si protrae ben oltre i mesi di ottobre e novembre, ostacolando la stesura efficace del Piano Educativo Individualizzato (PEI). Senza un docente titolare fin dal primo giorno di lezione, vengono a mancare i presupposti fondamentali per una progettazione didattica mirata, che tenga conto delle specificità e dei profili di funzionamento di ciascun alunno. A pagarne il prezzo più alto sono le famiglie, spesso costrette a ricorrere a vie legali per vedersi riconosciute ore di sostegno adeguate e stabili nel tempo.

La continuità didattica sul sostegno in Puglia è un diritto negato a causa di un organico di fatto che supera stabilmente quello di diritto.

Il fenomeno delle deroghe non rappresenta soltanto una criticità amministrativa, ma il sintomo di una programmazione ministeriale che fatica a rispondere al reale fabbisogno territoriale. L'aumento costante delle certificazioni di disabilità, unito alla cronica carenza di docenti specializzati inseriti nelle graduatorie ufficiali, costringe gli uffici scolastici territoriali a rincorrere l'emergenza mese dopo mese. Spesso, per coprire i posti vacanti, si attinge da elenchi di docenti non specializzati, con evidenti ripercussioni sulla qualità dell'insegnamento offerto agli studenti con bisogni educativi speciali.

I collegamenti con i percorsi di specializzazione sul sostegno evidenziano quanto sia urgente ampliare i canali di formazione per immettere in ruolo personale qualificato, riducendo drasticamente la dipendenza da supplenze annuali che penalizzano sia i lavoratori che la qualità dell'offerta formativa. Parallelamente, un sistema di reclutamento più snello e concorsi a cadenza annuale potrebbero colmare il divario tra i posti disponibili e i docenti abilitati realmente presenti sul territorio pugliese, offrendo una risposta strutturale a un'emergenza che si ripete identica a ogni settembre.

Per approfondire: CEMFORM propone eCampus Master Insegnante di Sostegno — un percorso formativo avanzato per acquisire competenze metodologiche e normative specifiche, utile per la gestione efficace dell'inclusione scolastica e il punteggio nelle graduatorie.

Condividi