Formazione & Certificazioni

Valutazione dirigenti scolastici: al via il confronto per il 2026/27

Si apre il confronto alla DGOSVI sulla nuova valutazione dirigenti scolastici per l'anno 2026/27. Ecco le novità per la scuola italiana.

Valutazione dirigenti scolastici: al via il confronto per il 2026/27

Photo by Kanishka Madushan on Pexels

Il sistema di valutazione della dirigenza scolastica si prepara a una nuova fase di revisione. Nelle scorse ore, i rappresentanti sindacali hanno varcato la soglia della Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione (DGOSVI) per un primo, delicato confronto tecnico volto a ridisegnare i confini della responsabilità gestionale nel comparto istruzione.

Sul tavolo c'è l'architettura dei prossimi cicli di verifica, un tema che muove gli equilibri di migliaia di istituti sul territorio nazionale. Ma cosa cambierà concretamente per i capi d'istituto a partire dai prossimi anni scolastici e quali sono le vere criticità emerse durante questo primo giro di consultazioni a viale Trastevere?

Il contesto normativo e i precedenti della riforma

Per comprendere la portata di questo confronto occorre fare un passo indietro e analizzare l'evoluzione normativa che ha portato all'attuale assetto. La valutazione dei dirigenti scolastici, introdotta organicamente con il d.lgs. N. 150/2009 e successivamente modificata dalla legge 107/2015 (la cosiddetta "Buona Scuola"), non ha mai trovato un'applicazione pienamente condivisa. Negli anni, i diversi decreti attuativi si sono scontrati con la complessità intrinseca del sistema scolastico pubblico, profondamente diverso dalle aziende private o persino dalla dirigenza degli enti locali.

Attualmente, il processo si basa su nuclei di valutazione esterni e su indicatori che misurano la gestione organizzativa, l'efficienza amministrativa e la valorizzazione del personale. Tuttavia, la percezione diffusa tra i presidi è che troppi parametri siano slegati dalle reali condizioni di partenza delle scuole. Un istituto situato in un'area a forte rischio di dispersione scolastica, ad esempio, non può essere valutato con gli stessi metri di un polo liceale situato in un contesto socio-economico avvantaggiato. È proprio su questo scarto che il sindacato sta battendo i pugni, chiedendo l'introduzione di "fattori di correzione" legati agli indici di svantaggio territoriale e alla carenza strutturale di organico.

I nodi cruciali del confronto alla DGOSVI

Il tavolo ministeriale punta a ridefinire indicatori e parametri di performance, cercando un punto d'incontro tra le richieste di snellimento burocratico avanzate dai sindacati e la necessità di trasparenza istituzionale invocata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.

La governance degli istituti scolastici richiede parametri di valutazione aderenti alla complessa realtà quotidiana dei presidi, superando la logica dei numeri puri per abbracciare una visione qualitativa della leadership educativa.

Le organizzazioni di categoria, tra cui lo SNALS e le altre sigle rappresentative, monitorano con attenzione l'evoluzione dei criteri, chiedendo tutele chiare contro l'eccesso di discrezionalità e una reale aderenza alle specificità territoriali delle scuole autonome. Tra i punti caldi figurano la gestione dei fondi del PNRR — che sta caricando i dirigenti di responsabilità contabili inedite e gravose — e il raggiungimento degli obiettivi legati alla digitalizzazione e alla transizione ecologica degli edifici scolastici.

Implicazioni pratiche per la comunità scolastica e il personale

Sebenaja valutazione formale colpisca direttamente la retribuzione di posizione e di risultato del dirigente, le ricadute di questo processo si riflettono sull'intera comunità scolastica. Un capo d'istituto sotto pressione per il raggiungimento di target rigidi rischia di trasferire ansia gestionale sul corpo docente e sul personale amministrativo (ATA).

Le segreterie scolastiche, già falcidiate da carenze croniche di organico e dal continuo turn-over dei precari, si trovano a dover produrre una mole immensa di dati e reportistica per alimentare i fascicoli di valutazione dirigenziale. Per questo motivo, le richieste avanzate al tavolo della DGOSVI includono un forte investimento sulla digitalizzazione dei flussi informativi e una semplificazione radicale degli adempimenti burocratici, affinché la valutazione diventi uno strumento di crescita professionale e non un mero esercizio di conformità cartacea.

Inoltre, non va dimenticato l'impatto sui docenti collaboratori e sulle figure di middle management (funzioni strumentali e referenti di plesso): la capacità del dirigente di delegare e fare squadra è uno dei pilastri su cui si fonda il successo formativo dell'istituto, un parametro che la nuova normativa intende finalmente valorizzare attraverso indicatori di clima organizzativo e benessere lavorativo.

I prossimi mesi saranno decisivi per blindare l'impianto normativo in vista dell'avvio operativo, fissando paletti certi per la misurazione dei risultati dirigenziali senza gravare ulteriormente sulla gestione amministrativa degli uffici di segreteria e garantendo parità di condizioni a tutti i dirigenti d'Italia.

Per approfondire: CEMFORM propone eCampus Master Dirigente Scolastico — il percorso di alta formazione ideale per comprendere a fondo le dinamiche di gestione, valutazione e responsabilità nella scuola moderna.

Fonti: SNALS
Condividi