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Agenda CISL Scuola di novembre: focus su proteste e AI

Online il numero di novembre dell'Agenda CISL Scuola. Spazio alle proteste giovanili, all'intelligenza artificiale e agli appuntamenti sindacali.

Agenda CISL Scuola di novembre: focus su proteste e AI

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Le piazze si riempiono di giovani, mentre il dibattito politico spesso fatica a decodificare il fenomeno. Parte da qui l'editoriale di Ivana Barbacci che apre il mensile di novembre dell'Agenda CISL Scuola, un numero che come di consueto offre spunti di riflessione per docenti e personale scolastico su temi che spaziano dalla Costituzione alle nuove frontiere tecnologiche.

La segretaria generale del sindacato invita a raccogliere l'analisi del Presidente Mattarella sui movimenti di oggi, marcando le distanze con le stagioni di protesta del passato. Non si tratta più delle spinte ideologiche o della contestazione strutturata del Novecento, ma di una richiesta frammentata eppure urgente di riconoscimento, tutela ambientale e benessere psicologico. Per il personale docente, questo mutamento di paradigma impone una revisione degli strumenti di ascolto all'interno degli istituti superiori, dove il rischio di una scollatura tra le istituzioni formative e il vissuto extrascolastico degli studenti si fa via via più marcato.

Ma il sommario offre prospettive molto diverse tra loro. Chiara Zampieri, ad esempio, riporta l'attenzione sui lavori dell'Assemblea Costituente come laboratorio politico capace di trasformare il conflitto in regole e diritti condivisi. Rileggere i verbali e i lavori preparatori della Carta fondamentale non rappresenta un esercizio di archeologia giuridica, bensì un metodo per trasmettere alle nuove generazioni il valore della mediazione democratica. In un momento storico in cui la polarizzazione mediatica tende ad esasperare le posizioni, la scuola resta l'unico presidio laico in grado di insegnare la grammatica del confronto civile.

Le piazze dei giovani interrogano il mondo della scuola e spingono a un'analisi intelligente e approfondita, ben lontana dalle risposte puramente punitive.

Tra le pagine della pubblicazione trovano spazio anche le riflessioni di Reginaldo Palermo sulla devianza giovanile. L'editorialista ribadisce il primato della formazione rispetto alla punizione, richiamando le radici del pensiero educativo per affrontare il disagio sociale. I dati recenti relativi all'aumento dei casi di dispersione scolastica implicita ed esplicita, uniti all'incremento dei fenomeni di disagio psicologico post-pandemico tra gli adolescenti, confermano che l'approccio meramente disciplinare risulta inefficace. Le sanzioni tradizionali, come le sospensioni brevi o l'allontanamento dalle lezioni, non fanno che acuire il senso di estraniazione dei ragazzi, spingendoli ulteriormente ai margini della comunità educante.

Per invertire questa tendenza, il sindacato e gli esperti richiamano la necessità di potenziare gli organici di supporto psicologico e pedagogico all'interno degli istituti scolastici, superando la logica dei progetti finanziati con fondi a intermittenza (come i bandi PNRR in scadenza) per approdare a un presidio stabile della salute mentale e del benessere relazionale. La scuola deve tornare a essere percepita come uno spazio sicuro, in cui l'errore non viene stigmatizzato ma utilizzato come leva metacognitiva per la crescita personale.

C'è poi il capitolo caldissimo dell'intelligenza artificiale, affrontato da Filomena Palmesano, dirigente del Liceo Il Pontormo di Empoli. L'avvento dell'AI nella didattica e nella gestione amministrativa non deve spaventare, secondo la dirigente, ma costringere la scuola a recuperare il proprio baricentro etico ed empatico. Con l'entrata in vigore del quadro normativo europeo sull'intelligenza artificiale (AI Act) e le recenti linee guida ministeriali sull'uso degli algoritmi nella didattica, i dirigenti scolastici e i docenti si trovano in prima linea nella gestione di una transizione epocale.

Non si tratta semplicemente di adottare nuove piattaforme per la personalizzazione dei percorsi di apprendimento o per l'automatizzazione delle pratiche burocratiche del personale ATA, quanto piuttosto di ridefinire il concetto stesso di valutazione e originalità del lavoro dello studente. L'integrazione degli strumenti generativi richiede un aggiornamento costante delle competenze digitali del corpo docente, che deve passare da un atteggiamento di totale chiusura — spesso motivato dal timore del plagio o della disintermediazione cognitiva — a una didattica critica dell'algoritmo, capace di insegnare ai ragazzi a interrogare le macchine mantenendo uno sguardo rigorosamente umano e consapevole.

Documenti ufficiali

PUBBLICITÀIDCERT DigComp 2.2+1 GPS/REQ. ATA