Le immissioni in ruolo nella scuola italiana fanno registrare segnali incoraggianti, ma il sistema resta appeso a un equilibrio precario. A fotografare la situazione per l'anno scolastico 2026/27 è la nota ufficiale diffusa dalla segretaria generale della CISL Scuola, Ivana Barbacci, che analizza luci e ombre delle recenti nomine ministeriali.
Quest'anno la percentuale di posti disponibili coperti con insegnanti di ruolo ha raggiunto circa l'80%, segnando un incremento di quasi dieci punti rispetto alla stagione precedente. Un dato che mostra un'inversione di tendenza nei canali di reclutamento, sebbene il quadro complessivo rimanga segnato da profonde criticità territoriali e strutturali.
Il paradosso del sostegno e i vuoti al Nord
Dietro la crescita delle percentuali complessive si celano voragini che colpiscono in modo particolare il settore del sostegno didattico e le regioni settentrionali. I posti in organico, fermi a circa 128.000 unità, risultano drammaticamente lontani dal fabbisogno effettivo registrato nelle aule. Solo nell'ultimo anno si è reso necessario attivare quasi 275.000 posti di sostegno, più del doppio rispetto alla capienza teorica dei ruoli stabili.
Il numero dei posti in organico è largamente insufficiente rispetto al reale fabbisogno, rendendo inevitabile un ricorso massiccio al lavoro precario.
A questa emergenza si aggiunge la cronica carenza di docenti specializzati per la scuola primaria e dell'infanzia nel Nord Italia. In Lombardia, ad esempio, su 4.292 posti disponibili ne sono stati coperti appena 2.088, mentre in Veneto i docenti assunti si fermano a 924 su 1.315 posti. Senza una revisione profonda dei criteri di dimensionamento degli organici e senza un piano mirato per la formazione, il ricorso alle supplenze destinate a esaurire le graduatorie continuerà a rappresentare la regola anziché l'eccezione.
Il blocco sulle assunzioni del personale ATA
La criticità non riguarda soltanto la cattedra, ma si estende all'intero comparto amministrativo e tecnico. Per il personale ATA resta operativo il vincolo normativo che consente di assumere esclusivamente nei limiti numerici dei posti lasciati liberi dai pensionamenti, escludendo la possibilità di coprire tutte le reali vacanze presenti nelle istituzioni scolastiche. Una limitazione che impedisce di dare stabilità a uffici e laboratori, perpetuando una quota di precariato strutturale che penalizza l'efficienza quotidiana degli istituti.
Le richieste avanzate dal sindacato puntano dritti alla rimozione di questi paletti legislativi, giudicati anacronistici rispetto al carico di lavoro che grava sulle segreterie. Finché il turn-over resterà legato unicamente alle uscite per età anagrafica, il personale ATA continuerà a subire una gestione d'emergenza che non riconosce il valore strategico delle sue mansioni.
Documenti ufficiali
- Dichiarazione ufficiale di Ivana Barbacci sulle assunzioni scolastiche (PDF) — Il documento diffuso dalla CISL Scuola con l'analisi dettagliata dei dati di reclutamento per l'anno scolastico 2026/27.


