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Chiusura anticipata scuola infanzia: la proposta del CNDDU

Il CNDDU propone la chiusura anticipata per la scuola dell'infanzia a causa del caldo estremo: un dibattito necessario per

Chiusura anticipata scuola infanzia: la proposta del CNDDU

Le temperature record registrate nelle ultime settimane di giugno stanno mettendo a dura prova il sistema scolastico italiano, con particolare riferimento alla scuola dell'infanzia. Il CNDDU (Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani) ha sollevato un tema di stringente attualità: la necessità di uniformare il calendario scolastico per tutelare la salute di alunni e personale docente dal caldo estremo.

Nelle aule di molte regioni, specialmente al Centro-Sud, la colonnina di mercurio raggiunge livelli che rendono difficile, se non impossibile, lo svolgimento delle attività didattiche. Molti edifici scolastici, infatti, risultano sprovvisti di impianti di climatizzazione adeguati, trasformando gli ambienti di apprendimento in spazi poco salubri per i bambini più piccoli e per i docenti impegnati nelle fasi conclusive dell'anno scolastico.

La proposta del CNDDU mira a garantire condizioni di benessere psicofisico, evitando che il prolungamento delle attività in condizioni climatiche proibitive comprometta la qualità della didattica.

Il dibattito si concentra sull'opportunità di una chiusura anticipata che tenga conto non solo delle esigenze pedagogiche, ma anche delle criticità strutturali del patrimonio edilizio scolastico. La richiesta di uniformare il calendario a livello nazionale nasce dalla consapevolezza che l'attuale gestione, spesso delegata alle singole autonomie scolastiche o alle decisioni regionali, crea disparità di trattamento e non risolve il problema alla radice.

Il personale docente e ATA si trova spesso a gestire situazioni di emergenza in ambienti surriscaldati, dove la capacità di concentrazione e la sicurezza sono messe a repentaglio. La proposta del CNDDU non è solo una richiesta di riduzione del tempo scuola, ma un appello affinché le istituzioni riflettano sulla modernizzazione degli spazi e sulla flessibilità del calendario, in un contesto climatico che sta cambiando radicalmente le abitudini e le necessità della comunità scolastica.

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