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Congedo straordinario ATA e punteggio graduatorie: la posizione ANIEF

Il congedo straordinario biennale per l'assistenza ai familiari disabili deve valere anche per il punteggio ATA nelle graduatorie.

Congedo straordinario ATA e punteggio graduatorie: la posizione ANIEF

Photo by Thomas Benedetti on Pexels

Chi lavora nelle segreterie scolastiche e nei plessi deve spesso fare i conti con la gestione complessa dei permessi per l'assistenza ai familiari. Durante un recente appuntamento con il Question Time di Orizzonte Scuola, la segreteria nazionale ANIEF ha riacceso i riflettori su un tema molto sentito da bidelli, assistenti amministrativi e tecnici: la valutazione del congedo straordinario nelle graduatorie del personale ATA.

Cristina Dal Pino, intervenuta in diretta per rispondere ai dubbi dei lavoratori, ha ribadito una linea netta sulla tutela di chi si prende cura di un congiunto con disabilità grave. Il riferimento normativo resta l'articolo 42 del decreto legislativo 151/2001, lo strumento che permette di assentarsi dal posto di lavoro per un massimo di due anni. Ma cosa succede quando quel periodo viene tradotto in punteggio per le graduatorie di istituto o permanenti?

Per comprendere appieno la portata del problema, analizzare il quadro normativo di riferimento e le sue zone d'ombra. L'articolo 42 del D.Lgs. 151/2001 stabilisce che il richiedente ha diritto a percepire un'indennità corrispondente all'ultima retribuzione, ma la giurisprudenza amministrativa si è spesso divisa sull'effettiva computabilità di tale periodo ai fini dell'aggiornamento delle graduatorie di terza fascia e permanenti (24 mesi). Secondo le tabelle di valutazione ministeriali allegate ai decreti di aggiornamento, il servizio effettivamente prestato o equiparato per legge dovrebbe essere valutato integralmente; tuttavia, molte Direzioni Provinciali del Tesoro e gli stessi uffici scolastici territoriali (UST) applicano interpretazioni restrittive, assimilandolo erroneamente ad altre forme di aspettativa non retribuita che interrompono l'anzianità di servizio utile ai fini delle graduatorie.

Il congedo biennale deve essere riconosciuto a tutto tondo, compreso il relativo punteggio, senza penalizzare la carriera di chi assiste un familiare.

Il sindacato punta il dito contro le disparità applicative riscontrate in diverse province italiane, dove alcune amministrazioni scolastiche tendono a escludere il periodo dal calcolo complessivo del servizio. Una situazione che rischia di penalizzare chi già affronta un carico emotivo e organizzativo notevole nella vita privata, subendo un contraccolpo anche nella propria posizione lavorativa.

Le statistiche sul comparto scuola evidenziano come la richiesta di congedi straordinari sia in costante aumento, trainata dall'invecchiamento della popolazione e dalla crescente difficoltà nel conciliare i ritmi lavorativi dell'impiego pubblico con i carichi di cura familiare. Più del 65% delle richieste di congedo straordinario biennale nella scuola proviene proprio dal personale ATA, con una netta prevalenza di assistenti amministrativi e collaboratori scolastici di sesso femminile. Questa specificità di genere accentua il rischio di un divario di carriera e di progressione economica per le donne che operano nel settore scolastico, evidenziando una criticità sistemica che richiede interventi normativi più chiari e vincolanti da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Le ricadute di questa assenza non riguardano soltanto la burocrazia delle tabelle di valutazione. Durante i mesi di fruizione del congedo, il dipendente percepisce un'indennità basata sull'ultima retribuzione, ma perde la maturazione delle ferie, della tredicesima e del trattamento di fine rapporto. Per i lavoratori di ruolo si registra persino un rallentamento nei normali scatti di anzianità stipendiale, rendendo la scelta di assistere un familiare un percorso già economicamente gravoso.

A livello pratico, un assistente amministrativo che fruisce di 12 mesi di congedo straordinario si vede spesso decurtare, al momento dell'aggiornamento delle graduatorie d'istituto, il punteggio relativo a quell'annualità, perdendo posizioni preziose nei confronti dei colleghi. Questo fenomeno genera un contenzioso seriale davanti ai Giudici del Lavoro, i quali, nella stragrande maggioranza dei casi, danno ragione ai lavoratori ordinando al Ministero il ripristino del corretto punteggio, richiamando la natura assistenziale e di interesse pubblicistico del congedo stesso.

Il consiglio per chi opera nella scuola e si trova a gestire contestazioni o vedersi decurtare il punteggio è quello di analizzare con attenzione la propria documentazione e verificare come gli uffici periferici del Ministero abbiano registrato i periodi di assenza. Conservare tutti i provvedimenti di concessione del congedo e le relative domande inoltrate all'INPS, così da poter presentare tempestivo ricorso gerarchico o ricorso al TAR/Giudice del Lavoro in caso di illegittima decurtazione. Un controllo mirato può fare la differenza per difendere la propria posizione in vista dei prossimi aggiornamenti di fascia.

Per approfondire: CEMFORM propone Coordinatore Amministrativo — il percorso formativo specifico per il personale ATA che permette di acquisire nuove competenze strategiche e incrementare il proprio punteggio nelle graduatorie di categoria.

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