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Dipendenze digitali scuola: allarme per 700mila studenti

Un adolescente su sei è vittima di dipendenze digitali e gioco d'azzardo: i dati dell'indagine ISS fotografano una situazione critica nelle scuole.

Dipendenze digitali scuola: allarme per 700mila studenti

Photo by cottonbro studio on Pexels

Un esercito silenzioso di giovani vive intrappolato nelle maglie delle dipendenze comportamentali, un fenomeno che attraversa i corridoi e le aule degli istituti italiani con numeri che meritano una riflessione profonda da parte di tutto il personale scolastico. Videogiochi, social network e gioco d'azzardo stanno divorando l'infanzia e l'adolescenza di milioni di studenti, trasformandosi in una vera e propria emergenza educativa. A fotografare questo scenario è l'indagine nazionale 'Dipendenze comportamentali nella Generazione Z 2.0', condotta tra ottobre e dicembre 2025 dal Centro nazionale dipendenze e doping dell'Istituto superiore di sanità, in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche contro la droga della Presidenza del Consiglio.

Lo studio ha coinvolto 198 istituti scolastici e oltre 18.000 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, restituendo un quadro che lascia poco spazio alle interpretazioni. Il 17,3% dei preadolescenti, ovvero circa 280.000 studenti, e il 17,9% dei quattordicenni e oltre, che superano quota 400.000, presentano almeno un comportamento a rischio legato all'uso compulsivo di social media, al gaming o al gioco d'azzardo. Complessivamente, si parla di quasi 700mila giovani italiani con un profilo critico che richiede attenzione immediata.

Il peso del gaming e l'azzardo tra i banchi

Il dato più preoccupante riguarda il gaming problematico, che rappresenta il comportamento a rischio più diffuso nella fascia d'età tra gli 11 e i 13 anni. Il 13,6% di questi studenti, pari a circa 219.000 ragazzi, mostra un profilo compatibile con un disturbo da gioco digitale. Non si tratta del semplice utilizzo dei videogiochi nel tempo libero, ma di una pratica che diventa persistente e difficilmente controllabile, interferendo in modo pesante con il sonno, lo studio, le relazioni e il benessere psicologico complessivo. Tra i più grandi la percentuale scende al 7,9%, corrispondente a circa 183.000 adolescenti, ma il campanello d'allarme suona forte quando si scopre che quasi uno su due tra gli studenti con gaming problematico ha speso denaro negli ultimi dodici mesi per avanzare più velocemente nel gioco.

Videogiochi, gioco d'azzardo e social media possono assumere caratteristiche problematiche fino a interferire con il sonno, lo studio, le relazioni e il benessere psicologico degli studenti.

Nonostante le normative vigenti vietino rigorosamente l'accesso ai minori di 18 anni, il gioco d'azzardo continua a coinvolgere una quota significativa di studenti. Il 10,6% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni dichiara di aver giocato negli ultimi dodici mesi, una percentuale che raddoppia e arriva al 22,1% tra i quattordicenni e i diciassette anni. In totale, si stimano circa 340.000 studenti con un comportamento di gioco d'azzardo a rischio o problematico. La modalità online aggrava ulteriormente il quadro, spingendo la ricerca a invocare sistemi di verifica dell'età molto più rigidi e controlli stringenti sulle piattaforme digitali.

Dal punto di vista operativo, la scuola si trova oggi in prima linea nell'intercettare i segnali precoci di questi disagi, che spesso si manifestano in classe sotto forma di calo repentino del rendimento scolastico, apatia cronica, irritabilità immotivata o isolamento sociale durante i momenti di socializzazione come la ricreazione. I docenti e il personale ATA rappresentano spesso i primi osservatori in grado di cogliere la frattura tra la vita reale dell'alunno e la sua dimensione virtuale, resa ancora più complessa dalla pervasività degli smartphone. Per arginare la deriva, il Ministero dell'Istruzione e del Merito insiste sulla necessità di potenziare i tavoli di co-progettazione territoriale con le ASL e i consultori giovanili, integrando nei regolamenti d'istituto linee guida sempre più stringenti sull'uso dei dispositivi personali all'interno degli spazi scolastici.

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