Con la chiusura degli istituti scolastici, per molte famiglie scatta l'ansia da prestazione: riempire ogni ora della giornata dei figli con attività strutturate, centri estivi e corsi intensivi. La pedagogista Teresa Pia Renzo avverte che questa corsa alla pianificazione sistematica rischia di trasformare l'estate in una "lista della spesa" di impegni, privando i bambini di una risorsa fondamentale per la loro crescita: la noia. La fine scuola non dovrebbe essere vissuta come un vuoto da colmare a tutti i costi, ma come un'opportunità per riscoprire l'autonomia.
Il fenomeno della delega educativa è ormai pervasivo. Molti genitori, temendo che il tempo non organizzato possa tradursi in inattività o perdita di tempo, finiscono per sostituirsi ai figli nella gestione delle loro giornate. Questo approccio, tuttavia, impedisce ai ragazzi di sperimentare il "tempo vuoto", quello spazio necessario in cui il bambino deve attivare le proprie risorse interiori per inventare giochi, risolvere piccoli problemi quotidiani e, in ultima analisi, conoscersi meglio.
Il valore pedagogico della noia e dell'autonomia
La pedagogista sottolinea che la capacità di gestire l'imprevisto e la solitudine creativa sono competenze decisive per il futuro. Quando un bambino non ha un programma predefinito, è costretto a negoziare con se stesso e con i coetanei, sviluppando abilità sociali e di problem solving che nessuna attività extrascolastica, per quanto ben organizzata, può insegnare. L'autonomia nasce proprio dove finisce la supervisione costante dell'adulto.
La noia non è un nemico da abbattere, ma una condizione fertile che permette ai bambini di attivare la propria creatività e costruire un'identità autonoma.
Sostituire l'educazione con la delega continua significa privare i giovani di momenti di riflessione. In un contesto in cui la scuola richiede performance costanti, l'estate dovrebbe rappresentare una pausa fisiologica. Incoraggiare i ragazzi a gestire il proprio tempo, anche attraverso la noia, significa aiutarli a diventare adulti capaci di abitare il silenzio e di dare valore alle proprie scelte, anziché dipendere sempre da un'agenda esterna.
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