Formazione & Certificazioni

scuola e rispetto, la proposta di formazione per i giovani

Laura Boldrini chiede di formare i giovani a scuola contro la violenza di genere. Prevenzione culturale urgente tra i banchi secondo i dati.

scuola e rispetto, la proposta di formazione per i giovani

Photo by SHEMÁ . on Pexels

Sei donne uccise in appena cinque giorni. Altre due ricoverate in condizioni disperate nei reparti ospedalieri. Dietro questi numeri agghiaccianti si consuma un'emergenza nazionale che, secondo i dati recenti, miete più vittime della criminalità organizzata. Di fronte a una simile escalation di violenza, la politica si divide mentre la cronaca continua a restituire bollettini di sangue che lasciano senza parole. Mariti, compagni e figure legate da un passato affettivo continuano a calpestare ogni regola di civiltà, dimostrando che il pugno di ferro delle aule giudiziarie arriva sempre troppo tardi.

La risposta statale non può limitarsi alla sola dimensione repressiva. È questo il punto centrale sollevato da Laura Boldrini, presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. Intervistata da Agenparl, la parlamentare ha indicato la scuola come il primo vero presidio di civiltà.

È imperativo formare i giovani fin dai primi anni di scuola al rispetto e alla parità.
La radice del fenomeno resta profondamente culturale e va estirpata quando i comportamenti e le mentalità patriarcali non si sono ancora radicati nelle coscienze dei più piccoli.

Ma quale ruolo giocano concretamente gli istituti scolastici in questa battaglia quotidiana? Secondo l'analisi, l'insegnamento dell'affettività e dell'uguaglianza non può ridursi a una lezione episodica o a un convegno isolato. Serve un'azione capillare che attraversi i programmi ministeriali, coinvolgendo docenti preparati a riconoscere i segnali di disagio precoce. La prevenzione richiede risorse economiche certe e un impegno strutturale che lo Stato fatica a garantire con la necessaria tempestività, preferendo spesso inseguire l'emergenza anziché prevenirla alla radice.

Il cortocircuito istituzionale emerge con drammatica evidenza anche quando una donna trova finalmente il coraggio di denunciare i maltrattamenti subiti. Troppo spesso i protocolli di sicurezza si inceppano tra le maglie della burocrazia o si scontrano con una pericolosa diffidenza iniziale da parte di chi dovrebbe accogliere la richiesta d'aiuto. Per arginare questo muro invisibile, Boldrini invoca una formazione obbligatoria e specialistica non solo per gli insegnanti, ma per tutti gli attori della filiera di protezione, inclusi magistrati, forze dell'ordine, operatori sanitari e assistenti sociali. Quando il sistema d'ascolto fallisce per incompetenza o superficialità, a pagare il prezzo più alto sono sempre le vittime.

Per approfondire: CEMFORM propone eCampus Master Bullismo — un percorso universitario avanzato per docenti focalizzato sulla prevenzione dei comportamenti aggressivi e sulla gestione della didattica relazionale a scuola.

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