Le trattative per il rinnovo del contratto collettivo entrano nel vivo, ma con un perimetro economico rigidamente blindato. Durante l'incontro in plenaria svoltosi all'ARAN, l'Agenzia ha messo subito le mani avanti: ogni modifica al testo normativo dovrà viaggiare a costo zero, dato che le risorse disponibili sono state interamente destinate agli aumenti tabellari dei vari profili professionali. Una posizione che spinge sindacati e amministrazione a cercare soluzioni di efficienza organizzativa piuttosto che leve di spesa.
Il confronto sul nuovo articolato presentato dall'ARAN, documentato nell'aggiornamento pubblicato sul sito ufficiale della CISL Scuola, recepisce diverse richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali. Tra le novità di maggior peso spiccano la definizione contrattuale del numero e del valore delle posizioni economiche per il personale ATA, il recepimento delle norme che consentono deroghe ai vincoli sulla mobilità, e l'introduzione di specifiche forme di flessibilità oraria per i Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi.
Tutte le integrazioni e modifiche al testo contrattuale non dovranno comportare alcuna spesa, dato che le disponibilità finanziarie sono già state finalizzate agli incrementi delle retribuzioni.
Ma cosa chiedono i sindacati per sbloccare definitivamente il negoziato? La CISL Scuola ha messo sul tavolo una serie di nodi irrisolti che richiedono un approfondimento nei prossimi tavoli tecnici. Tra questi figurano la disciplina del docente incentivato prevista dal decreto legislativo 59/2017, la necessità di garantire maggiore trasparenza nella verifica dei contratti di istituto, e la revisione delle regole che limitano la possibilità per il personale di ruolo di accettare supplenze in altri profili.
Nel frattempo, l'agenda dei lavori è già fitta di scadenze operative. Il tavolo tecnico dedicato specificamente al personale ATA e alle scuole italiane all'estero è stato riconvocato per martedì 17 novembre. Il testo definitivo, tuttavia, dovrà attendere non solo il lavoro dei tecnici ma anche l'evoluzione del dibattito sulla legge di bilancio in Parlamento, un fattore che inevitabilmente condizionerà le prossime mosse contrattuali.


