Le porte della settima commissione del Senato si sono aperte alle otto e trenta per un confronto che promette di ridisegnare il provvedimento. Sul tavolo c'è il decreto legge 170/2026, attualmente in fase di conversione, e le parti sociali non hanno perso tempo per mettere i puntini sulle i. A rappresentare le istanze del personale è intervenuto il segretario nazionale Attilio Varengo, portando in aula una dettagliata memoria scritta che analizza ogni singolo comma del testo.
Tra i punti che registrano un giudizio favorevole ci sono le novità che riguardano la dirigenza amministrativa. Le assunzioni in ruolo dei Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi, aperte anche agli idonei delle procedure concorsuali, rappresentano una boccata d'ossigeno per gli uffici di viale Trastevere e delle segreterie territoriali, da anni in trincea contro le carenze di organico. Promossa a pieni voti anche la stabilizzazione degli accessi riservati ai precari per i percorsi di abilitazione, una misura ritenuta ormai improrogabile per dare certezze a chi lavora da anni con contratti a termine.
Le note dolenti non mancano e riguardano un capitolo particolarmente delicato della gestione quotidiana degli istituti. La Cisl Scuola ha espresso forti riserve, definendole inopportune e ambigue, sulle nuove disposizioni che regolano l'integrazione degli alunni stranieri. Sulle norme per gli alunni stranieri rischiamo di trovarci di fronte a disposizioni impraticabili e dai contorni nebulosi, che non risolvono i problemi reali delle classi. Un affondo netto che chiede la totale cancellazione di questi passaggi dal testo normativo in discussione.
C'è spazio anche per un plauso parziale alla riduzione della quota di autonomia nei quadri orari degli istituti tecnici, anche se il sindacato spinge l'acceleratore per un intervento ancora più radicale. L'obiettivo richiesto è l'azzeramento e la redistribuzione mirata alle diverse discipline, con un occhio di riguardo per le classi di concorso A-21, A-37 e per l'insegnamento della seconda lingua comunitaria, settori che risentono maggiormente delle oscillazioni dell'offerta formativa.


