Le segreterie scolastiche rischiano il collasso operativo fin dai primi giorni dell'anno scolastico, una prospettiva che ha spinto FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS, Gilda e ANIEF a scrivere direttamente al Capo di Gabinetto del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Il problema nasce da un disallineamento territoriale piuttosto evidente: i posti per i Funzionari EQ, pur autorizzati dal MEF in un numero preciso, non hanno trovato copertura integrale in tutte le regioni italiane. In molti istituti periferici, la carenza di candidati iscritti nelle graduatorie della procedura di progressione disciplinata dal DM 74/2024 ha lasciato un vuoto amministrativo difficile da colmare.
Analizzando nel dettaglio l'architettura normativa che ha generato l'attuale stallo, emerge con chiarezza come il passaggio alla nuova area dei Funzionari ed Elevata Qualificazione (EQ), introdotto dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, si sia scontrato con una rigida compartimentazione geografica delle graduatorie. Molte regioni del Nord registrano un esubero di richieste e punteggi altissimi, mentre il Centro-Sud e le aree interne soffrono di una cronica desertificazione dei candidati aventi diritto. Questo significa che i posti autorizzati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze restano vacanti non per mancanza di copertura finanziaria, ma per un'asimmetria strutturale tra fabbisogno reale degli istituti scolastici e disponibilità effettiva di personale in possesso dei requisiti di anzianità e titoli richiesti dal bando.
Dietro questi numeri si nasconde una realtà quotidiana fatta di supplenze e di carichi di lavoro ingestibili, dove gli Assistenti Amministrativi si ritrovano a svolgere di fatto le funzioni proprie del DSGA. Gestire le risorse finanziarie, coordinare il personale e mantenere i rapporti con gli uffici territoriali senza una copertura formale stabile significa esporre la macchina amministrativa a un logoramento costante. Ma quanti istituti riusciranno a reggere l'urto di questa carenza d'organico senza accumulare ritardi cronici?
Le ripercussioni di questa falla organizzativa si riflettono direttamente e negativamente sulla qualità dei servizi erogati all'utenza. Un istituto privo di una guida amministrativa stabile rallenta inevitabilmente l'emissione dei decreti di ricostruzione della carriera, la liquidazione dei compensi accessori per i docenti impegnati in progetti extracurricolari e la gestione delle pratiche di pensionamento. A pagarne le conseguenze non è soltanto il personale ATA, costretto a operare in un regime di perenne emergenza e sotto organico, ma anche l'intera comunità educante: famiglie e studenti che si scontrano con ritardi burocratici evitabili nella certificazione delle competenze, nei trasferimenti e nell'avvio dei Piani Educativi Individualizzati (PEI) per gli alunni con disabilità.
La scopertura di organico non è un dettaglio tecnico, perché senza una dirigenza amministrativa stabile si compromette l'intera gestione delle scuole.
Le sei sigle sindacali chiedono a gran voce un incontro urgente per valutare interventi normativi mirati, capaci di blindare gli attuali incarichi e di stabilizzare il personale che già gestisce le segreterie in regime di reggenza o supplenza. Tra le soluzioni avanzate figurano lo scorrimento nazionale delle graduatorie per coprire i posti rimasti vacanti nelle regioni più svantaggiate e l'attivazione di procedure agili di interpello straordinario. Il regolare avvio delle lezioni non dipende soltanto dai docenti in cattedra, ma poggia inevitabilmente sulla capacità degli uffici di elaborare contratti, gestire le supplenze e sbrigare le pratiche per alunni e famiglie. L'amministrazione centrale dovrà ora decidere se modificare i meccanismi di reclutamento o introdurre norme transitorie per sanare una falla che rischia di paralizzare la scuola pubblica.
In questo scenario di profonda trasformazione professionale e di crescenti responsabilità, la formazione mirata rappresenta l'unica vera chiave di svolta per chi lavora nel comparto e intende cogliere le nuove opportunità di crescita professionale. Acquisire competenze avanzate in materia di contabilità pubblica, gestione dei fondi PNRR e coordinamento del personale non è più soltanto un'opportunità di arricchimento culturale, ma un requisito imprescindibile per affrontare con successo le sfide quotidiane della scuola autonoma.
Per approfondire: CEMFORM propone Coordinatore Amministrativo — il percorso di alta formazione pensato per il personale ATA che punta a valorizzare le competenze di gestione e segreteria, offrendo un utile punteggio nelle graduatorie.


