A poche settimane dalla definizione delle graduatorie permanenti per il personale ATA (24 mesi), esplode il caso legato alle valutazioni difformi applicate dai diversi Uffici Scolastici Territoriali. Una situazione che rischia di compromettere la stabilità delle graduatorie e di generare un contenzioso senza precedenti in molte province italiane.
La UIL Scuola, attraverso una lettera ufficiale firmata dal Segretario nazionale Paolo Pizzo, ha chiesto al Ministero dell'Istruzione e del Merito un intervento straordinario per garantire l'uniformità dei criteri di valutazione del servizio pregresso. Al centro della vertenza c'è il calcolo del punteggio attribuito ai candidati in base agli anni di servizio maturati nel settore scolastico.
Secondo le segnalazioni pervenute al sindacato, alcuni Ambiti Territoriali starebbero valutando il servizio con riferimento alla data di presentazione della domanda, anziché alla data di scadenza del bando. Una differenza sostanziale che, nei fatti, penalizza numerosi aspiranti e rischia di stravolgere l'ordine finale delle graduatorie permanenti.
Il nodo gordiano della vicenda affonda le radici nell'interpretazione dei bandi di concorso per soli titoli, disciplinati da specifici decreti ministeriali che regolano l'accesso e l'aggiornamento delle graduatorie provinciali permanenti (ex 24 mesi). La normativa di riferimento stabilisce chiaramente che i titoli e i servizi posseduti devono essere valutati in base a quanto maturato entro il termine ultimo di presentazione delle istanze. Tuttavia, l'autonomia applicativa concessa ai singoli Uffici Scolastici Territoriali (UST) ha generato interpretazioni a macchia di leopardo, creando una frattura profonda tra le procedure adottate al Nord e quelle seguite nel Centro-Sud Italia.
"Non ci si trova di fronte a un mero errore interpretativo, bensì a una prassi amministrativa consolidata in alcuni territori che lede i principi di uguaglianza."
Nella missiva inviata a Viale Trastevere viene evidenziato come, mentre in alcune province il calcolo venga effettuato correttamente sino al termine ultimo per la presentazione delle istanze, in altre si interrompe arbitrariamente alla data di invio della domanda. Questo produce evidenti disparità di trattamento tra candidati che si trovano esattamente nella medesima posizione lavorativa.
A subire le conseguenze peggiori di questa difformità procedurale sono soprattutto i precari storici e gli assistenti amministrativi e tecnici che prestano servizio su supplenze brevi o saltuarie proprio a ridosso della chiusura dei termini. Un candidato che ha completato un mese supplementare di servizio utile nei giorni immediatamente successivi all'inoltro telematico della pratica, ma comunque entro la data di scadenza ufficiale del bando, si vede riconosciuto il punteggio in una provincia e decurtato in un'altra. Una disparità che si traduce in un danno economico e di carriera incalcolabile, alterando irrimediabilmente i rapporti di forza all'interno delle liste permanenti dalle quali attingono i Dirigenti Scolastici per le immissioni in ruolo e gli incarichi annuali.
Per la UIL Scuola la questione è di estrema gravità poiché lede i principi fondamentali di imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa sanciti dall'articolo 97 della Costituzione. Il sindacato chiede dunque al Ministero di emanare una nota di chiarimento rivolta agli Uffici Scolastici Regionali, nella quale si precisi in modo inequivocabile che il punteggio deve essere calcolato facendo riferimento alla data di scadenza del bando.
Si punta inoltre a ottenere una verifica approfondita delle prassi adottate dai singoli uffici periferici per prevenire ricorsi e garantire la corretta formazione delle graduatorie. Il tempo stringe e le segreterie scolastiche attendono indicazioni precise per chiudere definitivamente le procedure senza strascichi legali, anche perché l'eventuale apertura di una stagione di ricorsi al TAR e al giudice del lavoro rischierebbe di paralizzare le nomine per il prossimo anno scolastico, con pesanti ripercussioni sul regolare avvio delle lezioni e sulla funzionalità amministrativa degli istituti scolastici di tutto il Paese.
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