Formazione & Certificazioni

Graduatorie ATA 24 mesi: disallineamento punteggi tra province

Graduatorie ATA 24 mesi nel caos per i punteggi divergenti tra province. La UIL Scuola scrive al MIM chiedendo un intervento chiarificatore.

Graduatorie ATA 24 mesi: disallineamento punteggi tra province

Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario si trova nuovamente a fare i conti con un'applicazione disomogenea delle norme. Le graduatorie ATA 24 mesi registrano interpretazioni difformi da un Ufficio Scolastico Provinciale all'altro, generando disparità di trattamento difficilmente tollerabili per chi lavora da anni nella scuola statale.

La questione riguarda specificamente la valutazione dei servizi prestati e la corretta attribuzione dei punteggi. Molti precari storici vedono riconosciuti diritti diversi a seconda della provincia in cui hanno presentato domanda, un paradosso burocratico che mina la certezza del diritto e l'equità del sistema di reclutamento.

Entrando nel dettaglio del quadro normativo, le procedure per l'accesso ai ruoli provinciali permanenti del personale ATA sono regolate dal Decreto Legislativo n. 297 del 1994 (Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione) e dalle successive ordinanze ministeriali che disciplinano l'aggiornamento annuale delle graduatorie comparse. Eppure, nonostante la fonte statale sia unica, l'autonomia applicativa concessa ai singoli ambiti territoriali ha creato nel corso degli anni una frammentazione procedurale che penalizza la mobilità professionale e la stabilità occupazionale degli operatori scolastici.

Il problema si accentua in modo particolare quando parliamo di calcolare i periodi di servizio prestati contemporaneamente in scuole paritarie, enti locali o attraverso contratti di collaborazione, oppure durante le supplenze brevi e saltuarie. Mentre alcune circoscrizioni provinciali riconoscono la validità di specifici periodi di servizio purché regolarmente retribuiti e coperti da contribuzione previdenziale, altre applicano criteri restrittivi che escludono mesi preziosi ai fini del raggiungimento dei requisiti d'accesso (i 24 mesi, ovvero 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi) o dell'incremento del punteggio utile per il superamento nelle graduatorie permanenti di prima fascia.

Per risolvere questa situazione di stallo, la UIL Scuola ha formalmente scritto al Ministero dell'Istruzione e del Merito. La richiesta principale mossa dal sindacato punta a ottenere una nota urgente che chiarisca come il servizio debba essere valutato in modo uniforme fino alla data di scadenza del bando, eliminando ogni margine di discrezionalità locale.

Il servizio prestato deve essere valutato in modo identico su tutto il territorio nazionale, senza interpretazioni locali che penalizzino i lavoratori.

Le conseguenze di questa incertezza amministrativa non si limitano alla fase di attribuzione dei punteggi, ma si ripercuotono sull'intera organizzazione della scuola. Le segreterie scolastiche, già oberate da carichi di lavoro straordinari legati alla gestione dei progetti PNRR e alle attività ordinarie di gestione giuridica ed economica del personale, si trovano a dover fronteggiare richieste di accesso civico, riesami in autotutela e diffide formali presentate dai candidati esclusi o penalizzati. La mancanza di un indirizzo univoco da parte di Viale Trastevere costringe i dirigenti scolastici e i direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) a muoversi in un terreno minato, dove ogni provvedimento di pubblicazione delle graduatorie definitive rischia di essere viziato da illegittimità.

Le segreterie scolastiche e gli uffici provinciali attendono indicazioni vincolanti per evitare un contenzioso di massa davanti ai giudici del lavoro. Chi aspira a stabilire la propria posizione nelle graduatorie permanenti rischia infatti di subire rallentamenti pesanti a causa dei ricorsi che inevitabilmente seguiranno se il dicastero non interverrà tempestivamente. Il sovraccarico dei tribunali ordinari in funzione di giudice del lavoro rappresenta una criticità sistemica ben nota: ogni anno centinaia di lavoratori ricorrono d'urgenza per vedersi riconosciuto il punteggio spettante, con costi elevati sia per l'erario (condannato spesso al pagamento delle spese processuali) sia per i singoli dipendenti pubblici, costretti ad anticipare le spese legali per far valere un diritto che dovrebbe essere garantito in via amministrativa.

In un contesto di profonda evoluzione digitale e amministrativa della scuola pubblica, dove le competenze richieste al personale ATA si fanno sempre più complesse e specializzate, la trasparenza e la linearità dei processi di reclutamento costituiscono un pilastro imprescindibile. I lavoratori amministrativi e tecnici non chiedono corsie preferenziali, ma il rispetto rigoroso e uniforme delle regole del concorso per titoli, affinché l'anzianità di servizio e l'esperienza maturata sul campo trovino il giusto e inequivocabile riconoscimento in ogni provincia della penisola.

Fonte: UIL Scuola, comunicato del 14/05/2024

Per approfondire: CEMFORM propone Coordinatore Amministrativo — il percorso formativo avanzato per il personale ATA che permette di acquisire competenze di secondo livello utili per la carriera e l'aggiornamento professionale nelle segreterie scolastiche.

Fonti: UIL Scuola
Condividi