Le segreterie scolastiche sono di nuovo in affanno. Quando le graduatorie esauriscono il loro corso, l'unica strada rimasta per coprire le cattedre vacanti è quella dell'interpello nazionale o provinciale. Questa volta l'emergenza riguarda una specifica fetta dell'utenza scolastica: la classe di concorso ADAA, dedicata al sostegno didattico per la scuola dell'infanzia.
Cosa succede esattamente quando un Ufficio Scolastico Territoriale pubblica un avviso di questo tipo? Molto semplicemente, le normali procedure di scorrimento delle GPS si fermano. Entrano in gioco gli interpelli, strumenti ormai strutturati nella prassi ministeriale ma che continuano a generare una corsa contro il tempo per chi cerca un incarico di supplenza.
Alla base di questa procedura d'emergenza c'è l'articolo 13 del recente Ordinanza Ministeriale sulle supplenze (OM n. 88 del 2024), che ha ridefinito le modalità di attribuzione delle cattedre residue. Quando le GPS di prima e seconda fascia, insieme alle graduatorie incrociate, risultano totalmente esaurite nella provincia di riferimento, i dirigenti scolastici possono attingere alle domande di messa a disposizione (MAD) o, per l'appunto, procedere tramite gli interpelli. Questa evoluzione normativa, nata per garantire trasparenza rispetto al passato selvaggio delle MAD, impone tuttavia tempistiche di gestione estremamente rigide che mettono a dura prova la macchina amministrativa degli istituti.
Gli interpelli rappresentano l'ultima chiamata per coprire i posti vacanti di sostegno, bypassando le graduatorie tradizionali ormai completamente svuotate.
Le ultime direttive arrivate dagli uffici periferici, tra cui i riscontri operativi diffusi dall'USP di Brindisi e dall'UST di Foggia, confermano che la ricerca di personale specializzato sul sostegno psicofisico resta critica. Chi possiede il titolo di specializzazione per la scuola dell'infanzia farebbe bene a monitorare costantemente i portali istituzionali. Spesso, infatti, i termini concessi per rispondere alle chiamate dirette si riducono a pochissime ore.
Il quadro nazionale del sostegno scolastico continua a mostrare una voragine strutturale che tocca in modo particolare i territori del Centro-Nord, sebbene emergenze puntuali si registrino ciclicamente anche al Sud. Secondo i dati elaborati dai sindacati di categoria, oltre il 30% dei posti su sostegno in Italia viene assegnato ogni anno in deroga o tramite canali d'emergenza, privando spesso gli alunni con disabilità della continuità didattica sin dal primo giorno di lezione. Per la classe di concorso ADAA, la criticità è amplificata dalla scarsità cronica di docenti abilitati specificamente per la fascia 0-6 anni, un settore che richiede competenze psicopedagogiche altamente mirate e per il quale il numero di specializzati usciti dai cicli del TFA Sostegno non riesce a coprire il fabbisogno reale registrato nei bilanci previsionali degli Uffici Scolastici Regionali.
Dal punto di vista pratico, rispondere a un interpello per la classe di concorso ADAA richiede una preparazione documentale impeccabile. Gli aspiranti docenti devono solitamente allegare all'istanza non solo il curriculum vitae formato europeo e il documento d'identità, ma soprattutto la certificazione che attesta il possesso del titolo di specializzazione sul sostegno specifico per la scuola dell'infanzia, conseguito ai sensi del DM 249/2010 o titoli equipollenti riconosciuti dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Un errore formale, come l'assenza della dichiarazione di non essere inseriti in alcuna graduatoria della stessa provincia o di altre province per il medesimo anno scolastico, può comportare l'immediata esclusione dalla graduatoria di merito redatta dalla singola scuola.
Il meccanismo premia la tempestività. Gli aspiranti docenti inseriti nelle graduatorie di istituto di altre province o persino coloro che non hanno ricevuto incarichi possono candidarsi inviando la propria disponibilità direttamente all'istituto scolastico che ha pubblicato l'avviso o seguendo le indicazioni territoriali. Un sistema che, pur garantendo la continuità didattica agli alunni con disabilità, mostra ancora tutta la fragilità del reclutamento d'emergenza nella scuola italiana.
Le implicazioni operative per i docenti sono evidenti: chi ottiene una supplenza tramite interpello si impegna ad accettare l'incarico con presa di servizio immediata, pena le sanzioni previste dalla normativa vigente in materia di rinuncia o abbandono del servizio. Questa rigidità procedurale sta spingendo molti professionisti a tenersi costantemente aggiornati non solo sui canali ufficiali degli UST di competenza, ma anche attraverso piattaforme di monitoraggio civico e gruppi di settore che traggono in tempo reale i flussi di pubblicazione dei bandi da parte delle singole scuole polo.


