Trascorrere oltre dodici mesi in attesa di un via libera burocratico non è solo un paradosso amministrativo, ma una ferita aperta per chi gestisce le scuole italiane ogni giorno. È questo lo scenario emerso dall'incontro che si è svolto l'8 ottobre al Ministero dell'Istruzione e del Merito tra l'Amministrazione e le organizzazioni sindacali della dirigenza scolastica, incentrato sul nodo irrisolto del contratto integrativo sul FUN per l'anno scolastico 2024/2025.
La situazione ha superato i limiti della pazienza sindacale. L'Ipotesi di CCNI era stata sottoscritta l'11 settembre 2025, ma il percorso di validazione da parte degli organi di controllo si è letteralmente arenato. Di fatto, i presidi continuano a svolgere mansioni complesse senza poter contare sulla retribuzione accessoria spettante per un lavoro svolto ormai due anni fa. Le sigle sindacali hanno denunciato senza mezzi termini l'intollerabilità di una gestione che trasforma i controlli preventivi in una vera e propria vessazione, mettendo a nudo l'inefficienza cronica della macchina pubblica statale.
Ma qual è la causa di questo blocco e quando arriveranno i fondi? Uno spiraglio si è aperto grazie a una recente interlocuzione tra la Direzione Generale del MIM e l'Ispettorato Generale del MEF, che lascia presagire una conclusione a breve della procedura. Durante il tavolo ministeriale è stato inoltre affrontato il dossier relativo al nuovo Fondo Unico Nazionale per il 2025/2026, che includerà anche i 19 milioni di euro stanziati dal decreto legge 170 approvato la scorsa settimana. Questo passaggio economico rappresenta il requisito preliminare indispensabile per far partire la nuova contrattazione integrativa.
I controlli si trasformano in vessazioni interminabili, bloccando stipendi dovuti per un lavoro svolto anni fa.
Sul fronte dei neoassunti, l'Amministrazione ha promesso un intervento operativo sul Coordinamento delle RTS. L'obiettivo è garantire che ai nuovi dirigenti venga corrisposta mensilmente, seppure con la formula del conguaglio, la parte variabile della retribuzione di posizione in base ai parametri del CCNI 2023/2024. Resta infine aperto il capitolo sulle fasce di complessità delle istituzioni scolastiche, utili a definire la retribuzione di risultato. Su questo punto, come documentato nel report ufficiale della Cisl Scuola, il Ministero ha chiesto alle sigle di far pervenire le proprie proposte prima dell'avvio ufficiale del confronto.


