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Giorgia Meloni al vertice MED9 di Spalato: le novità per il Mediterraneo

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato al Vertice MED9 a Spalato il 7 ottobre 2026: i dettagli della conferenza stampa.

Giorgia Meloni al vertice MED9 di Spalato: le novità per il Mediterraneo

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Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha preso parte al vertice del gruppo "MED9" tenutosi il 7 ottobre 2026 a Spalato, in Croazia. Un appuntamento diplomatico di rilievo, pensato per coordinare le strategie dei Paesi dell'area mediterranea su temi cruciali come la cooperazione regionale, la gestione dei flussi migratori, la transizione ecologica e le politiche comunitarie, con particolare attenzione alle ricadute sul settore della formazione pubblica e dell'istruzione.

Nel corso delle sessioni di lavoro, i nove Stati membri del Mediterraneo (Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna) hanno analizzato lo stato di attuazione dei fondi strutturali europei e dei programmi di cooperazione territoriale. Il quadro normativo di riferimento si inserisce nel ciclo di programmazione della politica di coesione 2021-2027, regolamentato dai regolamenti UE n. 2021/1058 e n. 2021/1060, che impongono ai Paesi membri di destinare quote significative di risorse al rafforzamento del capitale umano, all'inclusione sociale e all'innovazione digitale delle amministrazioni pubbliche, incluso il comparto scolastico ed educativo.

Analizzando i dati statistici diffusi da Eurostat in vista del vertice, emerge come l'area del Mediterraneo europeo registri tassi di dispersione scolastica e NEET (Young neither in employment nor in education and training) superiori alla media comunitaria, rispettivamente attestatisi al 13,5% e al 17,8% nelle regioni del Sud Europa, a fronte di una media UE inferiore all'11%. Questo divario strutturale rende indispensabile un asse di intervento comune tra i Paesi del MED9, finalizzato a ottenere dalla Commissione Europea una maggiore flessibilità nell'impiego dei fondi del PNRR e del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), orientandoli in via prioritaria verso la qualificazione del personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA).

Le implicazioni pratiche di queste decisioni geopolitiche ed economiche non tardano a riflettersi sulla governance quotidiana degli istituti scolastici. Dirigenti scolastici, docenti e personale ATA si trovano infatti a gestire una mole crescente di progetti finanziati con fondi europei, dalla digitalizzazione delle aule (come previsto dal Piano Scuola 4.0) fino ai percorsi di contrasto all'abbandono scolastico finanziati dall'Agenda Sud. Per far fronte a queste sfide operative, il personale della scuola è chiamato a sviluppare competenze specifiche nella rendicontazione comunitaria, nella progettazione partecipata e nella gestione amministrativa avanzata, trasformando la scuola non solo in un luogo di didattica tradizionale, ma in un hub territoriale di inclusione e coesione sociale.

A livello comparativo, l'esperienza di altri Paesi del MED9, come la Spagna e il Portogallo, dimostra che un utilizzo integrato dei fondi strutturali per la formazione continua del personale scolastico produce una riduzione misurabile della dispersione scolastica nel medio periodo, stimata intorno al 2-3% annuo nelle aree urbane più degradate. Per questo motivo, le linee guida emerse a Spalato spingono verso l'armonizzazione dei requisiti di accesso alla formazione continua e l'adozione di standard europei condivisi per la certificazione delle competenze del personale scolastico.

Al termine dei lavori istituzionali, i leader presenti hanno incontrato i giornalisti durante la consueta conferenza stampa congiunta, trasmessa e documentata dai canali ufficiali del Governo italiano, che ha reso disponibili anche gallerie fotografiche e contributi video dedicati all'evento.

Il confronto tra i leader del Mediterraneo punta a rafforzare la stabilità e la cooperazione strategica nell'area.

Tra i dossier affrontati a Spalato figura anche l'armonizzazione dei titoli di studio e la mobilità transfrontaliera del personale altamente qualificato, temi disciplinati a livello comunitario dalla Direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifica professionali. L'obiettivo dichiarato dai governi del Mediterraneo è quello di facilitare l'interscambio di buone pratiche didattiche e amministrative, riducendo la burocrazia che spesso rallenta l'attuazione dei progetti di cooperazione internazionale tra istituti scolastici ed enti locali.

Per approfondire le tematiche relative alle politiche di coesione europea e all'impatto dei fondi comunitari sulle istituzioni scolastiche, è possibile consultare i dossier pubblicati dal Parlamento Europeo e i rapporti statistici periodici dell'INAPP (Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche), che monitorano costantemente l'efficacia delle misure di politica attiva del lavoro e della formazione in Italia e in Europa.

Quali saranno le ripercussioni concrete di questo vertice sugli equilibri europei? Le agende dei singoli Stati membri si confrontano ora con le linee guida tracciate a Spalato, segnando un passaggio diplomatico rilevante per i prossimi mesi, destinato a ridefinire non solo i rapporti geopolitici nel Mediterraneo, ma anche l'efficacia operativa delle politiche pubbliche per l'istruzione e la formazione professionale nei territori più vulnerabili.

Fonti: Governo
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