La caccia alle supplenze sul sostegno cambia passo, almeno nelle indicazioni operative che arrivano dai territori. Quando le graduatorie di istituto si esauriscono, la ricerca dei docenti diventa una corsa contro il tempo che spesso mette a dura prova le segreterie scolastiche. Eppure, le regole d'ingaggio restano ferree, soprattutto quando si parla di alunni con disabilità e di diritti incomprimibili all'inclusione, tutelati dalla Costituzione e dalla celebre sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2010, che ha ribadito come il diritto all'istruzione degli studenti con disabilità costituisca un elemento essenziale e indefettibile dello Stato sociale.
Negli anni recenti, il fabbricato delle supplenze si è trasformato in un labirinto normativo. L'introduzione delle cosiddette "MAD" (Messa a Disposizione) è stata progressivamente superata e regolamentata dalle nuove disposizioni ministeriali, che hanno imposto lo strumento degli interpelli informatizzati. Questa trasformazione mira a garantire trasparenza, tracciabilità e merito nelle convocazioni, arginando il fenomeno del "precariato di prossimità" non qualificato e offrendo una risposta istituzionale strutturata alla cronica penuria di organico.
L'Istituto Comprensivo 61° Sauro-Errico-Pascoli di Napoli ha pubblicato un interpello specifico che non lascia spazio a interpretazioni di comodo. Per coprire le cattedre vacanti sul sostegno nella scuola primaria, il codice ADEE richiede tassativamente il possesso del titolo di specializzazione. Chi sperava in una chiamata generalizzata senza il pezzo di carta ufficiale dovrà fare un passo indietro, conformandosi a un orientamento ormai granitico della giurisprudenza amministrativa e delle note ministeriali di avvio anno scolastico.
Il quadro nazionale, d'altronde, fotografa una situazione di profonda emergenza strutturale. Secondo i dati del monitoraggio sull'avvio dell'anno scolastico, i posti di sostegno in Italia hanno superato quota 220.000, di cui oltre il 40% coperti in deroga e, fattore ancora più critico, assegnati a personale privo del titolo specifico di specializzazione. Una criticità che si accentua in modo drammatico nelle regioni del Mezzogiorno, dove il divario tra la domanda di supporto didattico specializzato e l'offerta effettiva di docenti abilitati tramite il TFA Sostegno crea un cortocircuito operativo che le scuole tentano di arginare attraverso avvisi mirati e stringenti.
La specializzazione sul sostegno non è un optional burocratico, ma il requisito minimo per garantire una didattica efficace e rispettosa dei bisogni educativi speciali.
Cosa prevede concretamente questo avviso? L'interpello punta a reclutare personale munito del titolo di abilitazione specifica entro una finestra temporale ben precisa, fissata fino al 5 dicembre 2026. Un'indicazione che fotografa la cronica carenza di docenti specializzati nelle regioni del Sud e spinge gli istituti a blindare le procedure di selezione per evitare contenziosi o nomine irregolari, proteggendo al contempo l'Ente scolastico da eventuali ricorsi da parte delle famiglie degli studenti, sempre più vigili sull'effettiva attuazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI).
Dal punto di vista operativo, la gestione di questi interpelli impone alle segreterie scolastiche un carico di lavoro notevole. I dirigenti scolastici sono tenuti a pubblicare gli avvisi sui propri siti istituzionali e a darne massima diffusione tramite i canali ufficiali degli Ambiti Territoriali provinciali. Le domande, corredate da autodichiarazioni dettagliate sul possesso dei titoli di accesso, devono essere vagliate in tempi strettissimi per non lasciare gli alunni privi del docente di riferimento. La normativa vigente stabilisce che, in caso di esaurimento delle graduatorie di istituto e degli interpelli per i docenti specializzati, si possa procedere alla nomina di personale non specializzato attingendo prioritariamente da graduatorie incrociate o per classi di concorso affini, ma l'avviso di Napoli dimostra la ferma volontà di percorrere fino in fondo la strada della specializzazione prima di ricorrere a soluzioni di seconda istanza.
Per i docenti interessati, la procedura richiede il monitoraggio costante dei portali delle singole scuole e degli Ambiti Territoriali. Ma chi non possiede la specializzazione ADEE sa già di dover escludere questa opportunità, concentrando le proprie energie sui percorsi formativi abilitanti e sui prossimi cicli del TFA Sostegno, che continuano a rappresentare l'unico vero passaporto per cattedre stabili e nomine senza intoppi. Chi aspira a inserirsi in questo settore strategico della scuola pubblica deve oggi mettere in conto un investimento formativo rigoroso, che unisce la competenza psicopedagogica alla padronanza delle tecnologie assistive e delle metodologie inclusive più avanzate.
Documenti ufficiali e riferimenti normativi
- Avviso interpello ADEE — IC 61° Sauro-Errico-Pascoli (Napoli) — Documento ufficiale con i dettagli della procedura e i requisiti per il sostegno primaria fino al 05-12-2026 (PDF ministeriale/scolastico).
- Nota Ministeriale sulle supplenze del personale docente, educativo ed ATA — Disposizioni annuali per il conferimento delle supplenze nel rispetto del principio di continuità didattica e tutela degli alunni con disabilità.


