Le prospettive della didattica, il peso della demografia sulle aule e le incognite legate all'intelligenza artificiale trovano spazio tra le pagine della rivista Scuola e Formazione web, pubblicazione trimestrale della CISL Scuola. Il terzo numero del 2026 raccoglie i contributi emersi durante la Conferenza programmatica intitolata “Idee per dare forma al futuro”, tenutasi a Roma nel mese di settembre.
Ad aprire il confronto è l'editoriale della segretaria generale Ivana Barbacci, che riassume i punti chiave della relazione introduttiva, ponendo l'accento sulla necessità di un piano strategico pluriennale per il comparto. Nelle sezioni successive, il dibattito si sposta sulle trasformazioni sociali e sulle loro ripercussioni immediate sulla pianta organica degli istituti. Cosa dicono i dati demografici riguardo al futuro degli istituti italiani? Le proiezioni dell'ISTAT confermano una contrazione costante della popolazione in età scolare, con una stima di perdita di oltre un milione di studenti nel prossimo decennio. Questa emorragia demografica impone una riflessione profonda, affrontata nella rivista da esperti del settore come Maria Rita Testa, la quale evidenzia come il calo delle iscrizioni non debba tradursi esclusivamente in un taglio lineare delle risorse, ma in un'occasione per ripensare il tempo scuola, il modello delle classi aperte e la densità abitativa delle aule, specie nelle aree interne e nei quartieri periferici delle grandi metropoli.
Accanto alla geografia delle aule, la rivista dedica ampio spazio alla sociologia dell'educazione. Raffaele Mantegazza e Michela Marzano analizzano il rapporto educativo con le nuove generazioni, focalizzandosi sul disagio giovanile, sulla crescente frammentazione dell'attenzione e sulla necessità di ricostruire un'alleanza educativa solida tra famiglie, docenti e istituzioni. Il dialogo pedagogico si intreccia inevitabilmente con la rivoluzione digitale: le competenze digitali e l'impatto dei sistemi automatizzati sulla didattica occupano un segmento centrale dell'approfondimento, affidato all'analisi di Gabriele Benassi. Vengono esaminate le linee guida europee sull'uso etico dell'intelligenza artificiale generativa nella didattica quotidiana, evidenziando il rischio del digital divide e la urgenza di formare i docenti non solo all'uso degli strumenti, ma a una loro decodifica critica, affinché la tecnologia resti un ausilio e non un sostituto della relazione umana d'insegnamento.
Accanto alla tecnologia, il dibattito tocca il valore del lavoro scolastico e la qualità dell'istruzione, con i contributi di Emmanuele Massagli, presidente della Fondazione Tarantelli, e dell'ex ministro dell'Istruzione Francesco Profumo. Al centro della loro analisi vi è il raccordo strutturale tra i percorsi di istruzione secondaria superiore, gli ITS Academy e il tessuto produttivo nazionale, in un momento in cui il mercato richiede flessibilità cognitiva e competenze trasversali complesse.
La scuola del futuro deve saper coniugare le richieste del mercato del lavoro con la centralità della persona, evitando pericolose derive di subordinazione economica.
Questo equilibrio passa inevitabilmente attraverso la valorizzazione economica e giuridica di chi la scuola la vive quotidianamente. Non mancano capitoli dedicati agli strumenti operativi e ai diritti del personale, con un'attenzione particolare alle novità normative introdotte dal decreto-legge sul Pubblico Impiego e alle ricadute pratiche per il personale docente e ATA. Spazio al complesso negoziato sul CCNL 2025/2027 grazie alle riflessioni di Attilio Varengo, il quale fa il punto sulle risorse stanziate e sui nodi ancora irrisolti legati alla progressione di carriera, alla flessibilità oraria e alla specificità della funzione docente.
Il quadro si completa con gli interventi di Anna Armone sulla trasparenza amministrativa e sulla semplificazione degli adempimenti burocratici che gravano sulle segreterie scolastiche, e di Fabrizia De Cuia sul diritto alle ferie e sulla gestione dei permessi brevi, temi centrali per la corretta applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro. Di grande rilievo civilistico e sanitario è poi l'analisi sul burnout dei docenti curata da Pietro Sacchelli, che riporta dati allarmanti sullo stress lavoro-correlato, suggerendo l'introduzione di protocolli di supporto psicologico stabili all'interno delle istituzioni scolastiche. Infine, la pubblicazione offre uno sguardo prospettico alle materie STEM attraverso la sperimentazione sul gender gap raccontata da Giovanna Corona: un resoconto dettagliato di buone pratiche didattiche volte a decostruire gli stereotipi di genere fin dalla scuola primaria, incentivando l'accesso e il successo delle studentesse nei percorsi scientifici, ingegneristici e tecnologici, oggi ancora penalizzati da forti squilibri di partecipazione.


